Il treno è una buona idea.
“Il treno è una buona idea”
Cosa ti fa pensare questa frase?
Che in una circostanza particolare può essere meglio dell’auto?
Se conosci Agota Kristof avrai già capito.
Questa frase mi ha tormentato per diversi giorni dopo aver letto “Trilogia della città di K” un libro importante che lascerà sicuramente il segno perché è un libro che non si dimentica.
È la storia di due gemelli sullo sfondo di una guerra in una città che non viene mai nominata ma che si trova sicuramente nell’Europa dell’Est.
La vita, la realtà descritta nel libro è brutale, spietata, e i due protagonisti non esitano a sfruttare le contraddizioni a proprio vantaggio, senza esitazione o vittimismo giocando sull’ingenuità delle persone che li trattando come bambini senza immaginare che invece sono proprio loro a gestire la situazione.
La comunicazione utilizzata dai dei due piccoli protagonisti è sicuramente singolare, violenta, crudele.
Non risparmia nessuno!
Rimasti soli troppo presto, sviluppano una totale indipendenza, aiutati dalla propria innata intelligenza straordinaria e da una indifferenza inusuale per dei bambini. Nel libro ci sono molte idee geniali di sopravvivenza. I due bambini studiano un sistema infallibile per non soffrire riuscendo ad affrontare qualsiasi tipo di tragedia si presenti sul loro cammino ma saranno costretti a separarsi per poi ritrovarsi ormai vecchi. Persino la loro idea di compassione ed empatia è completamente distorta.
Ogni libro ci regala un’esperienza di vita anche se non è la nostra. Da questo libro ho appreso che non riusciamo mai a conoscere nessuno veramente. Per quanto cerchiamo di immaginare cosa può capitare a qualcuno che crediamo di conoscere bene come in fratello, in realtà avremo solo una nostra proiezione sulla sua vita perché noi possiamo conoscere solo la nostra personale esperienza.

Agota Kristof